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consigli utili

Il frigo: due cose alle quali prestare attenzione

Siete d’accordo se diciamo che il frigorifero sia l’elettrodomestico più importante della cucina?

Il motivo è semplice: ci teniamo le cose che poi porteremo in tavola!

Ci sono parecchie considerazioni da fare, quando si acquista un frigo.
Secondo noi, le più importanti sono due:

1) capienza
2) consumo

Partiamo dalla seconda: se vi siete visti arrivare una bolletta della corrente più alta del solito, andate subito a controllare il frigo: quando invecchia o è in avaria può infatti dare una bella impennata alla bolletta!

In generale, dato che rimane attaccato alla presa H24, è bene scegliere un modello “risparmioso”: si ripagherà nel tempo.
Dunque compratelo di buona classe energetica (è scritta sull’etichetta colorata) e usatelo bene. Queste due cose basteranno a farvi risparmiare anche fino al 50% dei watt che consumerà ogni giorno (in media tra i 100 e i 240 all’ora).

La capienza è l’altra voce importante: non di rado si tende ad acquistare frigoriferi molto grandi, come dovessimo sfamare un esercito.
Le misure giuste invece sono:

Single: max 150 litri.
Famiglie di 2, 3 o 4 persone (considerando i bambini): tra i 220 e i 280 litri.
Dalle 5 persone in su: dai 300 litri in poi.

Avvertenza finale: contate anche sul vostro occhio: non di rado infatti, i produttori arrotondano un po’ per eccesso la capienza dei loro frigoriferi….

La cerniera: questa sconosciuta!

A chi non è mai capitato di osservare la propria cucina (o un armadio) e notare che le ante non si chiudono più bene.
Capita col tempo, con l’usura dei nostri mobili: ad esempio due ante si toccano in alto ma in basso sono distantissime; oppure finiscono coll’accavallarsi, e via dicendo.

Generalmente è il momento in cui la signora di casa esorta il marito “a fare qualcosa”.
Gli uomini però, ed è bene che le signore lo sappiano, non nascono tutti falegnami.

Per la nostra esperienza a Discount mobili, noi crediamo che spesso le signore riuscirebbero meglio nell’impresa, dotate di buon occhio e refrattarie ad agire “di forza” come invece spesso fanno i loro consorti.

L’importante è, secondo noi, sapere queste semplicissime tre cose: a cosa servono le viti sulla cerniera dell’anta (vedi foto).

Sembra banale, ma è così: un cacciavite punta a stella e la conoscenza del compito di queste tre vitine basteranno a farvi riposizionare le ante della cucina (o dell’armadio).

Le 3 viti che vedete nell’immagine servono per regolare la posizione dell’anta verso il basso o verso l’alto; dall’esterno verso l’interno (e viceversa) e da destra a sinistra.

Ricordate che: girando in senso orario l’anta andrà verso destra, avanti o verso l’esterno, a seconda della vite che state manovrando.
Viceversa in senso antiorario.
Comunque, vedrete ad occhio, anche se il consiglio è sempre di procedere lentamente, senza girare troppo in un senso o nell’altro.

Qualche esempio: se l’anta risulta troppo staccata dal mobile in basso, andrete ad agire sulla cerniera bassa “regolazione avanti – indietro); se le due ante si toccano, la vite su cui agire è regolazione sinistra – destra.

In tutti i casi, non esagerate col cacciavite: procedete a piccoli passi.
Se proprio, dopo vari tentativi, non risucirete nel vostro intento, potrete sempre chiedere a lui che si dia da fare!

Il letto: meglio alto e basso?

Normalmente scegliamo il tipo di letto in base al nostro gusto e, da questo punto di vista, i letti bassi rappresentano la novità, il distacco dai lettoni alti dei nostri nonni e un pizzico di estetica orientale che spesso piace.

In realtà, meglio sarebbe scegliere in base alla nostra categoria.
Siamo nella metà degli italiani che soffrono di mal di schiena o nella metà fortunata che invece no?

Se soffrite di mal di schiena, anche saltuariamente, meglio il letto alto (anche se non altissimo): meno faticoso, per gambe e schiena, salirci e scenderci.

Breve pausa: che misura dovrebbe avere il letto perfetto?
In fatto di altezza, si stima che l’ideale ci consenta di sederci sul bordo del letto toccando terra con la pianta del piede e mantenendo le gambe ad angolo retto.
Rete più materasso, tra i 60 e i 65 cm potrebbero andar bene.

Ci sono poi altre considerazioni che potrebbero farci propendere per il letto “altino”.

Minore esposizione alla polvere, ad esempio, e maggiore facilità a pulire la parte sottostante, spesso di non facile accesso nel letto basso.
Modello, il basso, che può andar meglio in situazioni particolari, come ad esempio una mansarda, o in una camera molto piccola o molto piena.
I leti bassi infatti sono spesso anche più piccoli.

Far splendere l’inox è davvero impossibile?

Il piano di cottura o le pentole: inox è bello, ma anche difficile da pulire.

Precisiamo: più che difficile da pulire, se si sbaglia è facile da graffiare, ovvero: rovinarlo!

Esistono in commercio varie paste specifiche per pulire l’inox ma, dato che noi siamo risparmiosi come i prezzi dei mobili che vendiamo, ecco due ingredienti che avete già in casa e sono più che ottimi per pulire il vostro inox.

1) Come si diceva, attenti a non graffiarlo! Dunque mai spazzole o spugne con superfici ruvide!

2) Il solito aceto: naturale, anallergico, magari possiede un odore un po’ forte, ma che sparisce molto rapidamente (portandosi via anche gli altri cattivi odori casomai presenti).

3) Importante! L’aceto da usare è quello bianco o, in alternativa, proprio per l’odore migliore, quello di mele.

4) L’aceto di alcol può servire se avete di fronte uno sporco..ostinato.

Facile facile:
Per pulire il vostro inox con l’aceto basta bagnarne uno straccio morbido che passerete più volte sul piano cottura o sulle pentole.

Non serve risciacquo ma un ulteriore passaggio con un panno morbido per togliere eventuali residui.

Per ridare lucidità all’inox invece, basta il solito panno e qualche goccia (poco!) olio d’oliva. Passatelo disegnando sul piano dei cerchi concentrici.
Anche qui, se vi sembra di non averlo rimosso del tutto, a fine lavoro passate un panno morbido asciutto.

Curiosità – Non tutti se ne accorgono, ma l’inox guardato molto da vicino presenta un suo senso: linee che possono essere verticali o orizzontali, a seconda, e che vanno seguite per la pulizia più profonda.

Avvertenza – La pulizia con l’aceto è sicuramente la meno costosa ed è efficace ma…(c’è sempre un “ma” nella vita) ricordate che va usato e poi rimosso da pentole o piano cottura perchè il suo uso continuato nel tempo potrebbe rovinare l’acciaio.

4 PRODOTTI DA NON USARE MAI SUI MOBILI IN LEGNO

Torniamo a parlare di pulizia dei mobili in legno.
Dopo il “Cosa si” ecco il “Cosa no”.

Ci sono prodotti, sostanze, che proprio non sono adatti a pulire il legno, anzi: possono danneggiarlo.
I 4 da non usare mai sono:

1) L’acqua ossigenata. Riesce a schiarire il legno, di fatto cambiandone il colore.

2) Soda caustica. Troppo aggressiva. Rischiate di portar via, insieme alle macchie, anche la vernice del legno.

3) Ammoniaca. Perfetta in molte situazioni, in realtà non va bene per il legno perchè intacca la vernice e scurisce il legno.

4) Candeggina. Spero non vi sia passata per la testa. Anche questa è decisamente out, nella pulizia dei mobili in legno.

Questi consigli sono particolarmente da osservare se in casa avete una cucina in laccato lucido. E’ un trattamento delicato che rischierestealtrimenti di rovinare irrimediabilmente, opacizzandoli.

Come pulire i mobili in legno senza spendere

Con il tempo, si sa, tutto si logora, si rovina, si consuma.
E’ il normale procedere del tempo che però combattiamo quotidianamente, nella speranza di mantenere belli il più a lungo possibile i nostri mobili.

Non a caso esiste un vastissimo e ricco mercato di prodotti specifici.
Oppure esistono rimedi molto più “low cost” che però hanno il pregio di essere naturali.

Vediamone alcuni adatti a pulire e lucidare i mobili in legno della nostra casa.

Premessa: la prima cosa da farsi è sempre togliere la polvere e per quella basta un panno appena appena umido.

1) Una delle soluzioni più economiche è a base di acqua e aceto, due cose che in casa abbiamo tutti. Mescolate in parti uguali diventano un prodotto basico ma efficace se non avete macchie particolari da togliere. Il mobile non va bagnato: il panno dev’essere strizzato bene e un secondo straccio servirà ad asciugare dopo il primo passaggio.

2) Il secondo sistema è riservato ai mobili laccati (come alcune cucine). Funziona… la patata. Basta tagliarne una a metà e passarla sulla pate da pulire. Anche in questo caso dopo dovrete asciugare, magari con della microfibra.

3) Avete visto degli orribili graffi? Si possono risolvere in due modi. Se sono profondi sapiate che nei colorifici si vendono colori appositi. In questo caso l’unico problema è essere sicuri del colore giusto. Altrimenti potete risolvere anche con i colori a cera, anche qui con molta attenzione alla tonalità.

4) Un graffio poco profondo si può risolvere con il burrocacao che le signore hanno sempre in borsetta.

5) Vostro figlio ha usato il pennarello sul mobile, sporcandolo? Il sapone di marsiglia è un toccasana, ma il trucco è lasciarlo agire per 12 ore. Poi risciacquate con un po’ di acqua tiepida.

6) Alcuni aloni difficili possono essere eliminati con un misto 50 e 50 di bicarbonato di sodio e dentifricio. Sempre poi risciacquando e asciugando bene.

7) Per una pulizia generica funziona piuttosto bene il composto formato da un pò di succo di limone, mezzo cucchiaino di olio d’oliva, pochissimo sapone di Marsiglia e un bel bicchiere d’acqua.

Tavolo in legno macchiato?

Il vostro bel tavolo da cucina in legno è improvvisamente macchiato di bianco?
Eppure siete certe di non averci rovesciato sopra nulla!

Delle due l’una: o è stato a) vostro marito – b) vostro figlio e non ve l’hanno detto, oppure, più facilmente, lo strano alone bianco che vedete non è una vera e propria macchia, ma una curiosa e fastidiosa forma di condensa.

In pratica, è probabile che abbiate appoggiato sul tavolo qualcosa di troppo caldo: per fortuna, non abbastanza da bruciarlo (la macchia sarebbe di tutt’altro colore e riconoscibilissima) ma abbastanza da intaccarne la parte più superficiale.

Accade con il caldo, ma anche con l’umidità.

Due le soluzioni: scegliete quella per cui vi sentite più portate.

Per la prima si ricorre al ferro da stiro: senza vapore, mi raccomando.
Asciugate bene il tavolo e stendete sopra la parte macchiata un panno spesso.
Passate sul panno il ferro da stiro (senza vapore) alla temperatura minima.
Un passaggio e controllate: se la macchia c’è ancora, ripetete l’operazione.

Avvertenza!
Attenzione a non scaldare troppo la parte o, anzichè riparare, amplierete il danno!

La soluzione numero due è decisamente simile, ma meno pericolosa: al posto del ferro da stiro potete infatti usare un phon.
Certo…andrà un po’ più per le lunghe.
Anche in queso caso però, non concentrate il calore su un unico punto.

Bonus Casa: per mobili ed elettrodomestici la detrazione del 50% c’è ancora

L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le indicazioni utili per usufruire dei vari bonus: ristrutturazioni, ecobonus e BONUS MOBILI.

Per quanto riguarda quest’ultimo, la detrazione Irpef è del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (che devono essere almeno di classe A+ o classe A per i forni) inclusi nelle ristrutturazioni di tutto il 2019.

Va precisato che gli acquisti di grandi elettrodomestici con il bonus vanno comunicati all’Enea.

Come cancellare i disegni dal muro

Tutti i bambini attraversano, prima o poi, la fase artistica.
Ovvero, quel periodo della loro giovane vita in cui sperimentano scrittura e disegno…molto spesso, sui muri di casa!

Vero o no?

Sconsiglio di intervenire, come forse vi verrebbe d’istinto, con lo straccetto bagnato d’acqua o di qualche prodotto che sperate funzioni anche sul muro: il risultato può essere davvero pessimo.

Spesso, peggiore del danno.

Una buona soluzione invece è il dentifrico, un abrasivo non troppo aggressivo che, usato correttamente, può darvi ottimi risultati.
Di sicuro non rovinerà la tintura del muro.

Ecco come si procede:

Un paio di accorgimenti: usate dentifricio bianco, non colorato e non in gel.

Ne basta poco, non esagerate!

Strofinate sulle scritte e sui disegni del vostro piccolo artista con lo spazzolino

Togliete eventuali residui di dentifricio con uno strofinaccio asciutto

Ultima passata, leggera, con un panno umido e un po’ di sapone.

Vedrete che il disegno, o la scritta, se ne saranno andate!

Ps: se intravedete nell’opera di vostro figlio gli albori di una grande carriera pittorica…
non cancellate nulla (in futuro potrebbe valere un botto!!)

Il Vostro gas brucia meno? Ecco perchè

Fatichiamo ad accorgercene, ma spesso i fuochi del nostro piano di cottura faticano.
E’ che, nel tempo, si sporcano i piccoli fori che portano il gas al fornello.
Dato che la cosa è lenta, spesso ci abituiamo, non ci accorgiamo che la fiamma è un po’ più bassa e scalda meno.
Per ovviare all’inconveniente basta pulire i forellini. Ve n’è uno per ogni fuoco.
• Avvertenza: l’operazione va compiuta con il rubinetto del gas chiuso: controllate bene. Dopo aver chiuso il rubinetto accendete il fuoco e aspettate che si spenga (avverrà quasi subito): a quel punto non ci saranno rischi.
• Per pulire il forellino NON usate lo stuzzicadenti: se vi si rompe dentro il foro son guai! Meglio un ago, magari con del filo dentro l’asola, così che, se vi cade, lo recuperate senza problemi.
• L’ago deve entrare bene e dovete anche appoggiarlo alle pareti per grattare via le incrostazioni. I tecnici hanno una sondina lunga e rigata, ma difficile averne una in casa.
• L’operazione dura pochi secondi. Finita per tutti i fuochi, rimettete il naturale coperchio sul gas, riaprite il rubinetto e stupitevi. Se non li pulivate da tempo, l’effetto sarà sbalorditivo!

Se l’operazione non dovesse funzionare, è probabile che il problema non sia nel forellino: a quel punto meglio non rischiare e chiamare chi se ne occupa di mestiere.