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Consigli utili

Inox: bello e impossibile?

Pulire l’acciaio…che dramma!
Magari le casalinghe più esperte ormai se la cavano alla grande, ma single e giovani forse hanno rigato malamente più di qualche volta, il loro piano cottura in acciaio inox.

Succede!

Comunque tranquille: le soluzioni al problema non mancano.

Cominciamo dal capire cosa sia meglio NON fare.

MAI usare pagliette o spugnette abrasive: sono loro le responsabili delle rigature che avete visto sul vostro inox!

MAI usare candeggina o altri detersivi a base di cloro, o acidi, come il muriatico (potente, ma per altri usi).

MAI lasciare su un piano in inox acqua salata troppo a lungo, o la cosiddetta Acqua dura, cioè ricca di carbonato di calcio: potrebbero lascirvi in regalo macchie che non tirerete più via.

Cosa USARE.

Via libera a detergenti neutri e, come dicevamo, panni morbidi. Di questi ultimi ve ne sono in commercio di economici ma funzionali (2 – 3 euro al massimo, si lavano in lavatrice e tornano come nuovi).

Se pulite il piano con una discreta frequenza, può bastare anche il panno umido, senza prodotti, ma se ci sono aloni, macchie e calcare, si possono usare anticalcare, limone, bicarbonato, aceto.

L’aceto è un grande alleato nelle pulizie: bastano 3 o 4 cucchiai in uno spruzzino. Casomai potreste non gradirne l’odore: in questo caso, ad esempio se non potete arieggiare, mescolate nello spruzzino anche qualche goccia di limone, o la sua buccia.

Il limone, molto acido, è già di suo un ottimo sgrassante. Lo potete usare sia diluito nell’acqua che da solo, in caso di macchie resistenti.

Il modo migliore di usare il bicarbonato è insieme a dell’acqua tiepida e detersivo per piatti, formando una pastetta da stendere sull’acciaio inox.

In tutti questi casi valgono due regole basilari:

1) non eccedete con l’acqua, basta un panno umido o ben strizzato.
2) per evitare aloni servirà sempre passare con uno straccio asciutto.

Il parquet: come mantenerlo bello a lungo

Chi non ha in casa almeno una stanza a parquet?
Generalmente, almeno in camera da letto..

Inutile che ricordiamo perchè: è caldo, bello, elegante, crea atmosfera e, generalmente, dura davvero per tanto tempo.

Certo, per mantenerlo bello a lungo qualche accortezza bisognerebbe averla.
Per esempio:

1) Spostare i mobili: se lasciate i mobili della camera sempre nello stesso posto, il legno sotto dopo un po’ avrà un colore diverso dal resto della camera…e ve ne accorgerete quando sarete costretti a cambiare mobilio. Normalente le 4 pareti della camera vanno: una alla testiera del letto, una all’armadio, una al comò e una alla finestra. Se così è, basta invertire comò e armadio e spostare i piedini del letto: pochi cm basteranno.

2) Lo stesso discorso vale per i tappeti, ma spesso è un problema che si risolve da solo con il cambio stagionale: basta non comprare tappeti “estivi” ed invernali delle stesse identiche misure e sollevarli spesso, magari per far prendere loro aria. Due piccioni con una fava.

Il legno “sente” molte cose: la luce, la polvere, i graffi, l’umidità.
L’ideale sarebbe riuscire a mantenere la temperatura tra i 15 e i 22°, con un’umidità relativa tra il 45 e il 65%.
Difficile: vi basti sapere allora che il legno SI GONFIA CON L’UMIDITA’ E SI RITIRA CON IL SECCO.

Spesso, il nemico peggiore il parquet lo incontra quando decidiamo di far pulizia.
E’ l’acqua!
Mai versarne direttamente sul legno, mai bagnare il parquet, mai usare prodotti aggressivi come invece possiamo fare con altri tipi di pavimento.

E allora ecco come pulire il parquet della vostra camera da letto.

1) Un passaggio con l’aspirapolvere (qui l’unico rischio è che le sue setole siano consumate e gratti col metallo il legno).

2) Uno straccio umido – Appena umido, non stonfo d’acqua!

3) Un secondo straccio asciutto per togliere velocemente eventuali residui d’acqua.

4) Arieggiare bene per lo stesso motivo.

Ci sono poi alcuni consigli che variano da produttore a produttore.

Tutti però sono concordi nel vietare l’uso di prodotti che fanno schiuma, o che siano abrasivi o acidi, anche se naturali.

Una o due volte l’anno potete passare, dopo la pulizia, una cera nutriente con un panno morbido, meglio se di lana.

Nel pulire il parquet, qualcuno consiglia anche di muovere lo spazzole seguendo le vene del legno.

Di certo però, il vero punto debole sono le micro fughe che si trovano tra una mattonella e l’altra di legno: è li, infatti, che può resistere l’umidità che poi farà danni.

Dipingere casa: con il tipo di colore giusto però!

Quando tinteggiamo casa dovremmo essere abbastanza accorti da fare scelte oculate almeno per due o tre stanze: la cameretta dei bambini, ad esempio, e poi cucina e bagno.

Nel primo caso perchè nei primi anni il piccolo di casa sperimenterà scrittura e disegno e dunque meglio sarebbe assicurarsi di poter pulire il muro….

Anche il bagno e la cucina sono ambienti particolari, per l’umidità che vi si produce, soprattutto. Nel caso della cucina, un po’ anche per le temperature che però spesso, per la pittura, non sono un problema.

Contro umidità e muffa oggi si utilizza l’idropittura che, come dice la parola stessa, è a base d’acqua.
Esistono smalti idrorepellenti o lavabili ideali per cucina e bagno.

Sono semplici da stendere e coprono piuttosto bene.

La lavabile andrebbe preferita in cucina (oltre che nella cameretta del bimbo per i motivi già detti), mentre la traspirante è consigliata per il bagno.
Anche la termoisolante è, come la traspirante, antimuffa ed evita anche la condensa.

L’idropittura costa un po’ di più della banale tempera, ma dura parecchio e svolge bene le sue funzioni, così da ripagarsi nel tempo.

Magari, se avete dei dubbi, chiedete al vostro imbianchino di fiducia: saprà darvi il consiglio giusto.

4 consigli d’oro sulle misure della cucina

La vostra attuale cucina è bellissima, ma lavorarci, preparare da mangiare, vi è faticoso!
Forse avete rincorso troppo l’idea di una bella cucina, a discapito della sua praticità!

Ecco 4 consigli molto pratici per progettare la cucina dalle misure perfette per voi.

1) La cappa di aspirazione: se sporge tanto, dovrete posizionarla più in alto (per non dare dolorosissime capocciate). In generale, la distanza giusta tra il piano cottura e la cappa è di 70 cm, aumentabili se siete molto alte o se la cappa sporge molto.

2) Se per prendere qualcosa posizionato sui pensili dovete ricorrere ad una sedia, vuol dire che sono troppo alti. Se ci sbattete la testa, troppo bassi. La distanza giusta generalmente è di 60 cm, ma vi consigliamo di fare una prova pratica prima di farli installare, basandovi sulla vostra altezza: renderete il pensile molto più abbordabile e pratico e ne sarete contente per tanto, tanto tempo.

3) Il lavello: non tutte le pentole entrano nella lavastoviglie. Per essere sicure di poter lavare le più grandi a mano nel modo migliore vi servirà un lavandino profondo non meno di 23 cm e con una diagonale di 50 cm.

4) Se godete di una cucina abbastanza grande, la distanza ideale tra un modulo e l’altro è 120 cm. Ovviamente, se le misure della stanza lo consentono.

Quando dovete acquistare una cucina, fatevi questi ragionamenti e piegateli poi alle vostre “dimensioni”: l’esempio dei pensili troppo alti o troppo profondi è perfetto. Se non li posizionate giusti perderete sempre un sacco di tempo e, salendo e scendendo dalle sedie, magari in tutta fretta, rischierete anche incidenti domestici.
Mai dimenticare infatti che la cucina può essere anche un luogo pericoloso.

Il gatto fa la pipì sul divano: come evitare e pulire

Il micio ha fatto la pipì sul divano/Parte seconda.
Se non siete riusciti ad evitare la brutta sorpresa, a prevenirla…ecco come evitare che la rifaccia sul divano.

La prima pulizia è semplice e certo non diremo nulla di nuovo: tamponate la zona bagnata con della carta cucina, evitando di spargerla ulteriormente e raccogliendone così il più possibile.

Il secondo step è più importante perchè si tratterà di togliere l’odore e sostituirlo con
uno che non gli piaccia e non dia fastidio a noi.

Il bicarbonato di sodio mescolato all’acqua, creado una pasta simile agli shampoo a secco è la prima mossa da farsi.

Ma come evitare che la rifaccia li?
Cosa probabile, dato che si tratta di bestiole abitudinarie e, in assenza di segnali contrari, per lui vorrà dire che la zona è ok, buona per diventare la sua toilette.

Ecco tre soluzioni rapide:

1) usate nella pulizia un goccio di detersivo per piatti: non gli piace.

2) non gli aggrada nemmeno l’aceto bianco!

3) Pare, ma questa è da testare, che molti gatti non amino nemmeno la carta stagnola (sarà forse per il riflesso): provate a standerne un po’ nell’angolo in questione e state a vedere.

Come abbiamo già detto, comunque, se il gatto di casa non usa la lettiera è facile che vi sia un motivo: rimuovere quello sarebbe l’ideale.
Ne abbiamo parlato nel post di qualche giorno fa.

Il gatto di casa fa la pipì sul divano? Ecco perchè!

Non è una situazione piacevole, vero?
L’odore di pipì di gatto è pungente, fastidiosa, insistente.

Se succede, la prima cosa da fare è… capire perchè (certo, dopo aver pulito).

Ci sono almeno 6 motivi per cui il vostro gatto può aver deciso di fare la pipì sul divano invece che sulla lettiera.

1) il primo motivo è proprio la lettiera: se la sabbia non è pulita, se è stata usata troppo….

2) una malattia. Proprio come noi, anche i gatti possono soffrire di patologie alle vie urinarie che gli fanno cambiare le buone abitudini che aveva.

3) la lettiera non è in un posto gradito al micio, o facile da raggiungere.

4) è in calore. in questo caso sta marcando il territorio.

5) è arrivato in casa un nuovo animale domestico?

6) il vostro gatto è stressato. Talvolta basta un trasloco a cui fatica ad abituarsi.

Individuata la causa che riguarda il vostro gatto, potrete cercare di porvi rimedio.
Nel frattempo, dovrete assicurarvi di rendere inospitale il divano.. almeno per i suoi bisogni.

In questo senso è bene, oltre a pulire per ovvie ragioni l’area che ha usato, anche renderla odorosamente fastidiosa per lui.
Ma di questo parleremo più avanti: bene sapere però che si tratta di un animale abitudinario. Se non gli fate cambiare idea, rifarà la pipì li dove l’ha già fatta!

Frigorifero: c’è modo e modo!

Frigorifero, seconda puntata.
Le casalinghe più esperte lo sanno: il frigorifero non è tutto uguale.
Ci sono ripiani più freddi, altri meno.
E’ un semplice fatto fisico: il freddo tende infatti a scendere, ad andare verso il basso.

Dunque, serve sapere cosa si mette dove.

Il ripiano più alto, ad esempio, è il meno freddo (generalmente tra i 5 e gli 8°): qui vanno conservati cibi come le uova, i formaggi, gli yoghurt, anche i cibi già cotti.

La zona intermedia del frigo varia invece tra i 4 e gli 8°: l’ideale per gli affettati “freschi” (non quelli sottovuoto che andrebbero invece sopra); salumi, anche avanzi di cucina come sughi o verdure cotte.

Il primo ripiano sopra i cassetti di frutta e verdura generalmente non supera i 5°, il che lo rende utile per alimenti più “delicati”, come pesce, carni crude, pollame e altri cibi non cotti.

I cassetti sono fatti per frutta e verdura che, ricordatelo, a temperature troppo basse si rovinano (per questo i cassetti chiusi).

Le temperature più alte (fino a 10°) si riscontrano nello sportello, per questo è organizzato per le bottiglie (vino compreso) e va bene anche per il latte.

Alcuni frigoriferi sono dotati poi di reparti “speciali” in cui viene dichiarata, ad esempio, una temperatura molto vicina allo zero (non parliamo del freezer): qui si possono riporre carni e pesce freschi, crudi.

5 cose rapide che forse non sapete sul vostro frigorifero

Lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, anzi, vi attingiamo ogni giorno, ma forse non lo usiamo al meglio.

E sarebbe un peccato, dato che, oltre ad essere il più voluminoso tra gli elettrodomestici di casa, è anche quello che consuma di più.

E allora:

1) Se la parte congelatore necessita di essere sbrinata, fatelo periodicamente, dato che altrimenti consumerete più corrente elettrica.

2) Non appoggiate nulla alla parete di fondo del frigo o si formerà del fastidioso ghiaccio (e consumerà di più).

3) Intorno al frigorifero dev’esserci un po’ “d’aria”: di solito 10 cm bastano e aiutano il frigo a consumare meno (e a lavorare a giusto regime).

4) I singoli ripiani non vanno coperti perchè all’interno del frigo l’aria deve circolare bene.

5) Ricordate sempre che la temperatura non è uguale in tutte le parti del frigorifero: si può andare da 1, 2° dei reparti più freddi agli 8-10 del portellone.

Di quest’ultimo punto riparleremo magari più avanti, dandovi indicazioni su “cosa vada risposto dove” nel frigorifero di casa.

Come si pulisce l’acciaio della cucina?

Quando è pulito è splendido, ma scommetto che non poche di voi avranno di che lamentarsi per i piccoli segni che lo rovinano.

Ciò nonostante, pulirlo è facile.

In estrema sintesi e in soli 3 punti:

1) basta un po’ di sapone o acqua calda ed ammoniaca all’1% (non di più)

2) usate spugnette e stracci morbidi, non abrasivi.

3) risciacquate e asciugate bene

Meglio evitare invece:

1) prodotti aggressivi, a base di cloro, come: anticalcare, candeggina, prodotti per l’argenteria e anche la stessa ammoniaca, se non in piccolissime dosi (1%)

2) panni, spugne e pagliette abrasivi: ve lo rigano!

3) non usate alcun oggetto appuntito per togliere qualcosa che vi sembra di non risucire a pulire in altro modo: sempre perchè graffierebbe l’acciaio.

Magari solo con lo straccio, ma togliete subito le macchie dei liquidi evaporati (come ad esempio l’acqua della pasta): il calcare in questione diventa una brutta patina.

Quando l’acquistate, chiedete sempre se si tratta di acciaio inox 100% o se quella superficiale è solo una cromatura.
In questo secondo caso infatti, non dovrete usare: bicarbonato, aceto o limone.

Vi siete mai chieste perchè l’acciaio in cucina?

Questo articolo prende spunto da una domanda che ci ha posto l’altro giorno una gentile signora in visita da noi.
Cercava una cucina e non era convintissima dei piani in acciaio inox, forse per una presunta difficoltà a mantenerli sempre puliti e splendenti, o forse per altri suoi motivi.

Alternative, ovviamente, ce ne sono, ma il punto è la giusta domanda della signora (che si chiamava Sabrina e che saluto così come il simpatico marito Nicola): perchè l’acciaio inox?

Innanzitutto vediamo cosa sia:
inox sta per inossidabile, ossia che non ossida (ma non è del tutto vero: può ossidarsi, ma solo dopo tanto tempo o se non gli si presta alcuna cura).

L’acciaio inox è una lega composta da: ferro, nichel e cromo.
E’ quest’ultimo a renderlo brillante e resistente alla corrosione perchè crea uno strato invisibile che si rigenera a contatto con l’ossigeno (sia dell’aria che dell’acqua).

Oltre che per questo motivo, lo si usa in cucina perchè: bello, non si deforma nel tempo, ma soprattutto: è igienico e non altera il sapore di ciò che ci si mette sopra.

Qualità non meno apprezzabili sono il fatto che ha un costo contenuto (considerate quanto dura) ed è forse il primo materiale ecologico che ci siamo inventati, probabilmente senza neanche saperlo: è riciclabile totalmente.

Tutto questo fa dell’acciaio inox ancora oggi la vostra scelta migliore per il piano cottura e il lavello della cucina.