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Consigli utili

Lavastoviglie guasta? Prima di chiamare il tecnico…

La lavastoviglie non funziona bene: posso ripararla?
Spesso si, potete fare da soli (rivolto ai mariti, ma anche alle signore con una buona manualità).

Vediamo qualche caso.

Ci sono due casi che si possono risolvere abbastanza facilmente.

1) la macchina perde acqua dallo sportello.
Assicuratevi di non averla caricata male, magari ci sono pentole troppo grandi che, senza che ve ne accorgiate, impediscono una chiusura ermetica. Un’ipotesi questa da tenere in considerazione se perde “ogni tanto”.
Se lo fa sempre, forse è la guarnizione: contorna tutto lo sportello, ma si trova sul corpo macchina. Talvolta basta pulirla (delicatamente, senza strapparla dalla sede). Se va cambiata, non è un’operazione complessa, basta trovare il pezzo di ricambio giusto (andate al negozio con marca e modello).

2) la lavastoviglie trabocca, l’acqua e il detersivo fuoriescono.
Potrebbe essere un problema di galleggiante: lo trovate nel cestello, è a forma di disco che si muove mentre entra acqua e si chiude quando non deve entrarne più.
Potrebbe essere duro o del tutto bloccato, ma spesso per sbloccarlo basta farlo andare su e giù alcune volte.
Se invece è guasto il sensore, non potrete farci molto.

C’è poi il caso della lavastoviglie che non scarica, o, più frequentemente, lo fa male, lentamente.
Ricordate sempre che il lavello e la lavastoviglie condividono lo stesso sistema di scarico. Quindi potreste notare lo stesso problema da ambo le parti. In questo caso, mettete la testa sotto il lavello e controllate il circuito di tubi: facile che ve ne sia uno comune intasato.
Se è tutto regolare, ad essere intasato può essere il filtro della lavastoviglie: lo si raggiunge facilmente sul retro della macchina, dove esce il tubo di scarico. Di solito è fissato solo con un paio di viti. se siete fortunati, basterà smontarlo e pulirlo.

Infine, se notate che la lavastoviglie non lava bene, potrebbero essere incrostati i fori dei mulinelli, i due mulini che girano sotto il piano dove mettete la roba, i cestelli insomma.
Anche qui, prima di fasciarvi la testa e chiamare il riparatore, meglio sganciare i mulinelli e pulirli con acqua e aceto, per togliere eventuali incrostazioni.

Con un pizzico di fortuna, vedrete che quello che la lavastoviglie vi chiedeva era solo un po’ di manutenzione e pulizia…

Le 8 cose che non potete lavare in lavastoviglie!

E’ ormai un elettrodomestico entrato di diritto nella dotazione di base di ogni cucina che si rispetti: la lavastoviglie.
Un po’ perchè ormai la donna ha poco tempo e spenderlo lavando piatti non è il caso, un po’ perchè la lavastoviglie evita anche che le signore si rovinino le mani.
Detto senza ironia: ben vengano strumenti così interessanti.

Ci sono però cose che non possono finire in questo elettrodomestico.

1) Più o meno tutte sapete che i bicchieri di cristallo… i flute, ad esempio: spesso molto “fini” rischiano di rompersi, ma soprattutto, le alte temperature striano il cristallo, rovinandolo anche esteticamente.

2) La lista delle cose “no lavastoviglie” è più lunga di così: per esempio, evitate di metterci il contenitore di vetro che volete recuperare (tipo il vasetto della nutella o della marmellata). Prima dovete lasciarlo in acqua calda affinchè si scolli l’etichetta che altrimenti potrebbe intasare la lavastoviglie (ma a quel punto tanto varrà lavarlo a mano).

3) Nemmeno i coltelli vanno in lavastoviglie, per due buoni motivi: lavaggio dopo lavaggio perderanno sia il filo che la loro bella lucentezza.

4) Avete piatti decorati? porcellana e ceramica non hanno paura delle alte temperature, ma le loro decorazioni invece si. Soprattutto se sono “a mano” (ovvero le più preziose).

5) Mestoli ed eventuali altri attrezzi in legno in lavastoviglie non solo rischiano di gonfiarsi per l’acqua che assorbono ma, cosa ben più grave, il legno assorbe anche il detersivo che poi vi restituirà insieme al cibo che servirete in tavola!

6) Per motivi diversi non vanno in lavastoviglie nemmeno le grattugie e gli spremitori. Questi ultimi possono perdere pezzetti consistenti di quello che hanno lavorato, come arancia o aglio, finendo nel filtro della lavastoviglie. La grattugia semplicemente si rovina.

7) Nemmeno la moka del caffè può andare nella lavastoviglie, anche se, come ben sanno gli amanti del suo aroma, in generale la moka non dev’essere lavata col sapone perchè questo inquinerebbe il sapore dei vostri futuri caffè.

8) Infine no anche alle padelle in ghisa: si rovina la parte antiaderente e tra l’altro possono pure fare un po’ di ruggine.

Piccolo consiglio pratico: mai saltare sul letto a doghe

Meglio un letto fatto alla vecchia maniera o uno moderno, a doghe di legno?
Per riposarci, sicuramente le doghe, ma… nella modernità qualcosa si perde.

Ricordate quando da piccoli saltavate sul letto?
Grande divertimento, con, tutto sommato, un piccolo rischio.
Difficilmente infatti la rete metallica subiva una qualche conseguenza.
Magari, se eravate proprio scalmanati, rischiava qualcosa il letto nel suo insieme, con i vari lati che finivano con lo staccarsi e venir giù.

Oggi, se possedete un letto a doghe, meglio non farci saltare sopra i bambini, nemmeno col materasso (senza, assolutamente no).
Le doghe in legno infatti sono separate l’una dall’altra, non sono unite a “rete” e dunque la o le doghe sulle quali fate pressione devono sopportare tutto il peso da sole.
Il che spesso significa che si rompono, creandovi un bel problema (l’assenza di una o due doghe…si sente).

Dicevamo poi di evitare sempre che i più piccoli (speriamo che ai grandi non venga proprio l’idea) camminino o saltino sulle doghe in assenza del materasso: rompendosi, cosa probabile, le doghe possono dar vita a spuntoni assai pericolosi.

Prima che di zucca era testa di rapa

Tutt’altro che americana, la festa di Halloween che ormai ha preso piede anche da noi ha origini celtiche.
Di più: alle origini, le facce non venivano intagliate nelle zucche, ma nelle rape!

Facendola molto breve, si trattava della festa che chiudeva il momento del raccolto agricolo.
Il 31 ottobre i celti si mascheravano, in occasione della festa, non essere preda degli spiriti malvagi.

Da qui in poi le cose si complicano.
Secondo alcuni, la rapa divenne zucca e la festa del raccolto si fuse con quella di Jack’O’lantern.

Una storia curiosa che racconta di un irlandese che sfuggì al diavolo ed anzi lo costrinse a venire a patti con lui, salvo, alla sua morte, trovare chiuse sia le porte del Paradiso che quelle dell’Inferno, diventando uno spirito che vagava senza pace.

Non è improbabile che l’originaria rapa presente anche nella leggenda di Jack, sia diventata zucca proprio perchè gli irlandesi emigrati negli Stati Uniti ne trovavano in abbondanza e a pochi soldi.

Comunque, per buona sostanza, la si intaglia e le si mette una luce dentro, posizionandola fuori di casa, per dire proprio a Jack che in quella abitazione non può entrare.

Quello che non tutti sanno è che il vezzo di svuotare ed intagliare la zucca per metterle dentro una candela era diffuso anche nel nostro paese.
La zucca illuminata era chiamata Beccamorta o, più semplicemente, la morta e non a caso, dato che la si preparava per il Giorno dei Morti.

I SEGRETI NASCOSTI DEL DIVANO DI CASA

Quello che voi vedete di un divano è, come dire, la sua apparenza, non la sostanza: non dimenticatelo mai: la parte più importante è sotto il tessuto.
Lo scheletro, le imbottiture, le giunture.

1) il telaio: la scelta migliore è il legno massello, soprattutto pioppo e abete: entrambi molto resistenti agli sforzi e perfino alle muffe.
In generale, meglio il legno, in alcuni casi supportato in alcuni punti dal metallo, per accrescerne ulteriormente la resistenza. Il telaio in legno è la migliore combinazione tra resistenza e peso….perchè quando fate le pulizie lo dovete pure spostare e se pesa troppo…

2) sedute e schienale: la soluzione migliore è l’intreccio regolare di fasce elestiche che si intersecano a distanze predefinite. Meglio se sono larghe (anche 6 o 7 cm) e non troppo lontane l’una dall’altra. In alcuni modelli si usano anche le care, vecchie molle e se sono di qualità e ben posizionate…

3) provate il divano: sedetevi e toccate anche con le mani. Un buon divano presenta una seduta più rigida (per il peso che deve sostenere) e una schiena più morbida. In linea di massima, sceglietelo un pelino più rigido di quel che vorreste, dato che in poco tempo si ammorbidirà un po’ per poi stabilizzarsi. Il materiale migliore è il poliuretano espanso non deformabile: lascia respirare il tutto ed è considerato perfino ecologico.

4) se siete sicuri della vostra schiena, potete optare per imbottiture che abbiano una parte interna in poliuretano espanso, ma tutt’intorno piuma d’oca. Altra chance è il memory foam (si, quello dei materassi) noto perchè prende la forma del vostro corpo.

5) il rivestimento: sempre meglio sfoderabile e già lavato. Sfoderabile perchè comodo per la pulizia (o per cambiarlo senza buttare tutto il divano), già lavato (o almeno bagnato) perchè altrimenti si restringerà quel poco che poi vi dannerete l’anima per rimetterlo al suo posto (e i cuscini sembreranno compressi dentro la loro buccia).

6) i tessuti: grande scelta! In linea di massima ricordatevi che molto bello e raffinato sono sinonimi di delicati e da trattare con cura. Al contrario, un tessuto molto compatto risulterà più resistente nel tempo, ma forse meno accattivante (avete bambini?).

7) cuciture: anche queste piuttosto importanti. Badate che siano a zig zag, magari doppie o la cosiddetta “ribattuta”: l’occhio di una donna di solito vede se la cucitura non è delle migliori.

Buon riposo!

DEVO CAMBIARE IL DIVANO: CHE FACCIO?

La risposta è semplice: mi informo!
Questo nostro articolo, frutto di svariati decenni di esperienza, potrebbe essere sufficiente.

Cominciamo con qualche considerazione basica.
Chiedetevi chi siete: ovvero, quanti siete in famiglia? Ci sono bambini piccoli? Ricevete tanta gente? Sei single e lo usi solo tu?

Le risposte che vi darete vi aiuteranno a capire quanto spendere.
Se, ad esempio, avete in casa due bambini ancora piccoli, forse non vi conviene puntare su un divano troppo costoso o delicato, magari in pelle: i bambini, si sa, saltano, atterrano di peso sul divano, almeno fino a che non imparano…dunque può bastare un divano “da battaglia”.

Sappiate che potete chiedere al rivenditore la cosiddetta Scheda prodotto: è obbligatoria per legge e contiene tutte le informazioni sui materiali usati per il vostro futuro divano… anche quelli che non potete vedere (interni).

Giusto sapere che, come ogni prodotto venduto in Italia, anche il divano è coperto da una garanzia di due anni.

Ricordatevi di prenderlo sfoderabile: a bambini cresciuti, se la struttura ha retto, potreste cambiare solo il rivestimento e spendere molto meno che acquistando un divano nuovo.
Accertatevi anche che l’azienda sia solida e presente da tempo sul mercato, ovvero che tra 5 o 10 anni possiate decidere di cambiare solo le fodere.

Fate l’occhio alle misure: soprattutto della seduta che deve consentirvi di tenere i piedi a terra comodamente e non dev’essere troppo profonda, pena futuri mal di schiena (normalmente sono ottimali profondità di 50 – 60 cm).

Ecco, il mal di schiena: il divano può portarvi su quella strada. Ciò non di meno, è essenziale in una casa: altro buon motivo per sceglierlo molto bene.

Nel prossimo nostro articolo entreremo maggiormente nel dettaglio.

Piccoli errori dalle grandi conseguenze

La cucina è forse l’ambiente più importante della nostra casa: ci facciamo da mangiare, spesso ci passiamo molte ore anche con altre attività, non di rado accogliamo lì le amiche più care.

Meglio sarebbe, dunque, partire col piede giusto, evitando errori di valutazione che poi si pagano molto a lungo e spesso salatamente.

1) la prima considerazione è che la cucina non è un salotto…banale? Mica tanto. La cucina dev’essere bella, ma soprattutto: pratica e robusta. Se avete due bambini in casa è inutile comprare una cucina bellissima ma delicata e poco resistente. Ricordiamo sempre che le cucine professionali, dove si lavora, sono quasi totalmente in acciaio… ad esempio.

Una delle nostre cucine

2) la parte più importante della cucina è LA LUCE! Quando posizionate la cucina, badate a che le arrivi la luce naturale della finestra, meglio se sul piano di lavoro. Altrimenti, attenti alle luci a soffitto: se tra la luce e il piano di lavoro ci siete voi, lavorerete all’ombra! Buone soluzioni sono i faretti sotto i pensili che illuminano bene il piano di lavoro.

3) a proposito: in cucina servirà sempre più spazio di quanto credevate. Non sottostimate il problema o dovrete sempre ricorrere al tavolo da pranzo (se basterà). In commercio si trovano piani a scomparsa, molto utili, ma spesso programmare una cucina su due lati anzichè uno solo basta.

Qui lo spazio non manca!

4) se costruite casa, in cucina considerate sia le prese a muro per i grandi elettrodomestici che quelle alla vostra altezza per i piccoli accessori: frullatore, micronde, macchinetta del caffè. Meglio farsene mettere parecchie che lesinare e dover ricorrere alle multiple.

5) le donne di oggi possono, per fortuna, contare sulla lavastoviglie. Il che però significa che vi sarà più pratico un lavello unico, grande, piuttosto che a due scomparti, con il rischio di non riuscire a lavare le pentole più grandi nemmeno lì (nella lavastoviglie non entrano, vero?).

Bellezza si, ma anche funzionalità!
Pulire il forno? C’è il trucco!

Pulire il forno è forse una delle cose più fastidiose, per le signore, tra le faccende domestiche.
E’ così anche per voi?


Forse perchè non usate il sistema giusto.

Premessa: nel forno ci vanno i cibi che poi mangiamo e per questo motivo credo sia meglio pulirlo sempre e solo con prodotti naturali, senza cioè lasciare strani residui chimici che magari non siamo riusciti a scovare nei meandri del forno stesso.

1) Per pulire il forno, altra premessa è farlo quando è freddo e dopo aver staccato la spina della corrente (è vero, sono banalità, ma ci si dimentica sempre qualcosa, no?).

2) Tutto quello che vi serve è: acqua, bicarbonato di sodio, aceto, panni e guanti.

3) Altro componente essenziale è il tempo: ne serve un bel po’.

Come agire:

1) Togliete a mano eventuali pezzetti e residui più grandi.

2) Preparate la pasta pulente mescolando in una ciotola mezza tazza di bicarbonato di sodio con l’acqua. Agite “ad occhio”: dovete ottenere una pasta morbida, lavorabile, ma non acquosa.

3) Stendete la pasta nell’interno del forno da dove avrete tolto le grate e i ripiani. evitate gli elementi riscaldanti, se sono a vista.

4) Lasciate riposare la pasta per 8 – 10 ore (se lo fate alla sera, la notte basterà).

5) Grate e ripiani vanno messi a bagno maria nell’acqua molto calda, in modo che lo sporco si “rilassi”: toglierlo poi non sarà un problema. Lasciateli in ammollo per tutto il tempo che serve.

6) Il mattino potete tornare al forno: con un panno umido e, se proprio serve, una spatoletta di gomma, rimuovete la pasta che nel frattempo si sarà seccata.

7) La pulizia va rifinita con un po’ di aceto bianco mescolato all’acqua: potete metterlo in una bottiglia con lo spray e sarà comodissimo.

La pulizia del vostro forno è conclusa e, immaginiamo, con successo: la prossima volta però non aspettate mesi prima di pulirlo… sarà tutto molto più facile e veloce!

UN’OTTIMA NOTIZIA/YOGURT E FORMAGGI AIUTANO IL CUORE!

Alcuni di voi staranno già pensando: che c’entra Discount Mobli con il formaggio?
Vero, ma solo in parte.

Il fatto è che è vero che vendiamo mobili e soprattutto cucine, ma è anche indiscutibilmente vero che ci piace quello che ci fate, con le nostre cucine!

E allora ecco la notizia.

Un consumo moderato di formaggi e latticini non solo non è nemico del cuore, ma anzi lo aiuta!

Non è una notizia da poco ed è confermata da uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Oxford che hanno seguito per oltre 12 anni la bellezza di 400 mila europei (anche italiani).

Scoprendo, ad esempio, che chi consuma un vasetto di yogurt al giorno matura un rischio d’infarto inferiore del 10% di chi non lo mangia.
Merito di fermenti lattici e probiotici.
E’ il secondo studio importante che conferma questa tendenza.
Il precedente indicava che il consumo di una modesta quantità di latticini riduce il rischio d’infarto del 20%.

Entrambi gli studi confermano invece quelli che sono i fattori killer per il nostro cuore: fumo, peso eccessivo e pressione alta.

Parquet sempre bello: attenti ad acqua e luce

Prodotti per pulire il parquet di casa ve ne sono a bizzeffe e non staremo qui a ricordarli tutti.
Specifici per il legno, potete tranquillamente scegliere quello con cui vi trovate meglio o, se preferite una soluzione che avete già in casa, basteranno uno straccio e dell’aceto.

Prima spolverate con cura, anche con l’aspirapolvere va bene, poi versate poco aceto in un contenitore d’acqua e passate con il mocio.
Strizzatelo bene che l’acqua non è una grande alleata del parquet.
Se volete essere precise, asciugate subito con uno straccio, in modo da evitare macchie e aloni.
Ricordate sempre che l’acqua si infiltra tra una mattonella e l’altra, creando umidità stagnante che rischia di far gonfiare il legno.
Quindi: ne basta poca.

Altra nemica del parquet è la luce e non è che ci possa far molto.
L’usura: che smorfie fate quando spostate un mobile e vi accorgete che sul parquet è rimasto il segno della sua pluriennale presenza?

Il fatto è che il legno è vivo e soggetto ad ossidazione: luce e aria ne cambiano l’aspetto in maniera diversa a seconda della zona della stanza e della sua usura.
Non c’è molto da fare se non prevenire: ovvero, potreste cambiare posto ai mobili della stanza con una discreta frequenza, così da pareggiare i conti.

In alternativa, decidete da subito che i mobili rimarranno dove sono per sempre (e se cambiate un comò compratelo più grande, mai più piccolo).

Purtroppo, nella vita non a tutto c’è rimedio!!